Donkey’s Bar apre a Palazzo Dama: la trattoria romana entra nel salotto internazionale

Nel boutique hotel sul Tevere arriva il nuovo progetto del Gruppo Acquolina, nato dall’evoluzione de Li Somari e firmato da Daniele Lippi.

Dai primi di giugno Palazzo Dama accoglie Donkey’s Bar, il nuovo progetto gastronomico del Gruppo Acquolina nel centro di Roma. Il format nasce come evoluzione de Li Somari, insegna di Tivoli legata alla cucina laziale, e porta quella matrice conviviale dentro un contesto più elegante, internazionale e adatto al pubblico di un boutique hotel cinque stelle lusso. La definizione scelta dal progetto è “fine trattoria”: cucina italiana riconoscibile, servizio curato, cocktail bar e atmosfera cosmopolita, a pochi passi da Piazza del Popolo.

La firma gastronomica di Daniele Lippi

L’impostazione gastronomica porta la firma di Daniele Lippi, chef del bistellato Acquolina, mentre la cucina operativa è affidata al resident chef Giorgio Faga. La supervisione del progetto spetta a Benito Cascone, brand manager del Gruppo Acquolina. Andrea La Caita, managing director del gruppo, presenta Donkey’s Bar come un luogo pensato per parlare alla città e al pubblico internazionale dell’hotel, con una cucina italiana immediata, leggibile e contemporanea.

Lo chef Daniele Lippi

Lo chef Daniele Lippi

La villa liberty sul Tevere diventa destinazione gastronomica

Il nuovo indirizzo si inserisce negli spazi di Palazzo Dama, villa liberty affacciata sul Tevere e nata come residenza romana della famiglia Malaspina. Oggi la struttura è un boutique hotel cinque stelle lusso con 29 camere e 4 suite, restyling curato dall’architetto Antonio Girardi, sale interne, arredi eleganti e un giardino con piscina che resta uno degli elementi più riconoscibili della proprietà.

Giardino, piscina e cocktail bar

Donkey’s Bar dialoga con gli spazi dell’hotel e lavora come indirizzo urbano da vivere lungo tutta la giornata. Sala interna, giardino, area piscina e cocktail bar costruiscono una formula adatta al pranzo, all’aperitivo, alla cena e al dopocena, con una vocazione naturale anche per eventi privati e appuntamenti legati all’ospitalità romana contemporanea.

Cacio e pepe, baccalà e midollo: cosa si mangia da Donkey’s Bar

La carta riprende il patrimonio di sapori de Li Somari e lo porta dentro una forma più elegante. Tra i piatti citati dal progetto compaiono gli spaghettoni cacio, pepe e gamberi rossi, il midollo di bue, il baccalà mantecato e i mezzi paccheri ai tre pomodori, limone e ricotta salata, serviti per tutto il tavolo. La linea è chiara: cucina romana e laziale, porzioni generose, ingredienti territoriali e una costruzione più adatta a una clientela internazionale.

Uno dei piatti del Donkey's Bar

Il comfort food italiano in versione albergo cinque stelle

Il punto interessante sta proprio nello scarto tra immaginario trattoria e cornice alberghiera. Donkey’s Bar porta piatti familiari dentro un ambiente di rango, con un lusso più legato al servizio, alla mise en place e alla cornice che alla trasformazione forzata delle ricette. Il risultato punta a una cucina rassicurante per il pubblico straniero e riconoscibile per i romani, con l’ambizione di diventare un indirizzo cittadino e alberghiero insieme.

Un nuovo tassello nell’universo Acquolina

Donkey’s Bar entra nella costellazione del Gruppo Acquolina, che comprende Acquolina**, AcquaRoof Terrazza Molinari, Velo, Alto, Al Madrigale* e Li Somari, oltre al management di marchi internazionali come Zuma e BeefBar. Il locale si trova in Lungotevere Arnaldo da Brescia 2, a Roma, e sarà operativo per pranzo, aperitivo, cena e dopocena.

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