Devodier lancia il Carpaccio di Prosciutto: due versioni, Taglio a Velo e pack firmato Luca Soncini
La storica azienda parmense presenta Riserva e Light, due referenze che rileggono il prosciutto crudo attraverso affettatura sottile, lunga stagionatura e nuova immagine.
Devodier presenta il nuovo Carpaccio di Prosciutto, una linea pensata per rileggere il prosciutto crudo attraverso un’affettatura sottilissima e una confezione dal taglio contemporaneo. Il progetto nasce a Parma e prende forma in due referenze, Riserva e Light, accomunate dal nuovo Taglio a Velo® Devodier, tecnica di affettatura sviluppata per rendere la fetta particolarmente sottile e valorizzare la parte aromatica del prodotto.
Il riferimento dichiarato è il carpaccio, entrato nell’immaginario gastronomico italiano nel 1963 a Venezia, come piatto legato a leggerezza, eleganza e immediatezza di consumo. Devodier sposta quell’idea dal mondo della carne fresca a quello del prosciutto, lavorando sulla stagionatura, sulla consistenza della fetta e su una presentazione più vicina al linguaggio della gastronomia contemporanea.
Il Taglio a Velo come elemento tecnico
Il cuore del lancio è il Taglio a Velo® Devodier. La sotigliezza della fetta diventa il tratto distintivo del prodotto, perché modifica la percezione del prosciutto al palato e punta ad amplificarne aromi, scioglievolezza e finezza. È una scelta tecnica che lavora su un punto spesso decisivo per i salumi di alta gamma: la fetta deve quasi sparire in bocca, lasciando alla stagionatura il compito di occupare la scena.
Riserva e Light, le due anime della nuova linea
La gamma si articola in due versioni. Il Carpaccio Riserva rappresenta la parte più intensa del progetto, legata alla lunga stagionatura Devodier e alle storiche cantine in legno dell’azienda. La promessa gastronomica riguarda aromi più profondi, gusto persistente e texture impalpabile, con una destinazione naturale nella degustazione premium, nell’aperitivo costruito con attenzione e nella ristorazione che cerca prodotti già pronti da servire con un’identità chiara.
La versione Riserva
Il Carpaccio Riserva lavora sull’idea di concentrazione aromatica. La lunga stagionatura e il taglio sottile costruiscono una proposta adatta a un consumo lento, più vicino alla degustazione che alla semplice fetta di prosciutto portata in tavola per accompagnare pane e formaggio. La confezione firmata dall’artista Luca Soncini aggiunge una componente visiva riconoscibile, utile soprattutto in un mercato dove il packaging pesa sempre di più nella percezione del valore.
La versione Light
Il Carpaccio Light nasce invece da una rifilatura manuale pensata per ridurre la componente grassa, mantenendo il profilo sensoriale del prosciutto Devodier. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la referenza contiene il 53% di grassi in meno rispetto al prosciutto crudo nazionale. È il prodotto più trasversale della linea, rivolto a un consumatore attento alla leggerezza, al benessere e alla facilità di consumo, con un posizionamento che può parlare tanto alla distribuzione quanto alla pausa pranzo evoluta.
Packaging d’autore e nuova grammatica del salume premium
Le due referenze sono racchiuse in un pack firmato da Luca Soncini. La scelta conferma una direzione precisa: il prosciutto, da prodotto fortemente legato alla tradizione del banco gastronomia, entra in una grammatica più vicina al racconto visivo del vino, del cioccolato di fascia alta e delle conserve d’autore. È un passaggio interessante, perché il salume premium oggi si gioca anche sulla capacità di uscire dall’anonimato della vaschetta e di costruire un’identità immediatamente riconoscibile.
Un prodotto pensato per consumo domestico e ristorazione
Il nuovo Carpaccio di Prosciutto Devodier può lavorare su più piani: consumo domestico di fascia alta, aperitivo, taglieri evoluti, hotel, catering, gastronomia e ristorazione. La forza del prodotto sta nella promessa di servizio immediato, con un linguaggio più curato rispetto al prosciutto preaffettato tradizionale. La differenza, a scaffale e in carta, passa proprio da qui: taglio, nome, immagine e uso gastronomico diventano un unico sistema.