La pizzeria con l’orto a 50 metri: a Pollone apre Codirosso nello spazio legato ad Aurelio Rosso
Felice Piacenza ha aperto in via Frassati 10 un locale da 60/70 coperti con pizza, focacce al padellino, cucina piemontese e fornitori biellesi. Nel menu entrano Caseificio Rosso, Macelleria Lafranco, Salam d’la Duja, trota affumicata, toma e bagna cauda.
A Pollone ha aperto Codirosso, nuovo locale di Felice Piacenza dedicato alla pizza, alle focacce al padellino e a una cucina semplice, costruita su prodotti locali. L’indirizzo è via Frassati 10, nel cuore del paese.
Il dato più interessante riguarda il luogo. Codirosso occupa uno spazio rimasto per oltre quarant’anni legato ad Aurelio Rosso, figura conosciuta a Pollone per un’attività artigianale molto radicata nella vita del paese. Il nome del locale deriva anche da qui: “Rosso” richiama Aurelio Rosso, mentre il codirosso rimanda all’uccello dalla coda color ruggine scelto come immagine del progetto. Il punto, tolta la parte poetica, è abbastanza chiaro: riaprire un posto già presente nella memoria locale e farlo funzionare con un’offerta accessibile, serale, adatta a un paese che cerca nuovi motivi per restare acceso anche dopo l’orario di lavoro.
Pizza, padellino e Piemonte nel menu
Il pizzaiolo è Riccardo Di Giovanni, palermitano, arrivato a Pollone dalla Sicilia per seguire la parte centrale del progetto. La base del menu, non a caso, è proprio la pizza, proposta con impasto classico oppure croccante. Accanto alle pizze classiche compaiono le signature e le focacce al padellino, che sembrano la parte più riconoscibile della carta.
Tra le focacce ci sono Paletta, Madama Reale e insalata di campo, con paletta della Macelleria Lafranco, Madama Reale del Caseificio Rosso, misticanza ed erbe spontanee. Un’altra focaccia è Bagna cauda & Salam d’la Duja, con spuma di bagna cauda, Salam d’la Duja e champignon. Sono due esempi abbastanza chiari del taglio scelto: prodotto piemontese, lessico popolare, costruzione facile da leggere.
Le pizze signature seguono la stessa linea. La Rustica delle Alpi unisce toma da polenta del Caseificio Rosso, salsiccia di Bra, cardoncelli, fondo bruno, erbe di campo e polvere di gremolada. Blu Selvatico lavora con fior di latte, blu di capra del Caseificio Rosso, salsa speziata e lardo croccante Lafranco. Acque Fredde porta in carta crema di Castelrosso, trota affumicata, cipollotto, scorza di limone, salsa al sesamo e olio alle erbe.
La pizza, insomma, diventa il formato principale per usare ingredienti del territorio con una certa libertà. La carta guarda al Biellese e al Piemonte, con qualche apertura più personale, soprattutto nella pizza con trota affumicata e salsa al sesamo.

La cucina oltre la pizza
Codirosso affianca alla pizzeria alcuni piatti da tavola condivisa. Nel menu ci sono capunet primavera, vitello tonnato, carciofi fritti, carne cruda e arancina biellese, preparata con riso, ragù e cuore di toma del Caseificio Rosso.
Quest’ultimo piatto dice molto del metodo: una preparazione riconoscibile, quasi da strada, riletta con un ingrediente locale. La cucina sembra pensata per completare la cena, più che per costruire un ristorante parallelo alla pizzeria. È una scelta sensata per un locale con 60/70 coperti, aperto la sera, con giardino esterno e una proposta che punta su immediatezza e prodotti leggibili.

Passeggiata in burcina
I fornitori e l’orto vicino al locale
Il rapporto con i produttori locali è una delle parti più concrete del progetto. I nomi citati in carta sono soprattutto Caseificio Rosso e Macelleria Lafranco, presenti in più preparazioni. Il Caseificio Rosso entra con Madama Reale, toma da polenta, blu di capra, Castelrosso e toma per l’arancina. La Macelleria Lafranco compare con la paletta e con il lardo croccante.
C’è poi un elemento interessante: Codirosso dispone di un orto di proprietà con meleto a circa 50 metri dal locale. L’idea dichiarata è coltivare progressivamente ortaggi, erbe ed essenze da usare nei piatti e sulle pizze. Per ora è un punto di partenza, da verificare nel tempo attraverso il menu e la stagionalità. La distanza, però, è un dato forte: l’orto è praticamente accanto alla cucina.