Il treno dei vini sull’Etna, tra borghi di lava e cantine: l’itinerario da fare almeno una volta

Dalla Circumetnea ai tour con Wine Bus, tutte le alternative per scoprire l’Etna del vino tra borghi lavici, cantine e paesaggi UNESCO

di Gabriele Pasca

Sull’Etna il vino si capisce meglio dal finestrino. Prima ancora del calice, prima dei tannini eleganti e delle contrade ormai diventate una piccola ossessione internazionale, arriva quella geografia ruvida che sale dal mare e gira attorno al vulcano con una lentezza quasi pedagogica. Il treno costringe a guardare le case in pietra lavica, i muretti neri, i paesi appoggiati sulle colate, le vigne che cambiano portamento a seconda della quota, la luce ionica che a un certo punto si allarga e poi sparisce dietro la montagna. La Ferrovia Circumetnea resta la spina dorsale di questo viaggio, con la linea ferroviaria che collega il versante urbano di Catania all’interno etneo, fino a Randazzo, Passopisciaro, Solicchiata, Linguaglossa, Giarre e Riposto, secondo un tracciato che trasforma il vulcano in una mappa abitata, agricola e sorprendentemente leggibile.

La Circumetnea come viaggio completo

L’itinerario più ampio parte idealmente da Catania, dove la Circumetnea ha il suo aggancio storico, e costruisce una giornata che può arrivare fino a Randazzo oppure proseguire verso Giarre-Riposto, con una chiusura sul mare che dà al viaggio una forma quasi circolare. La mappa ufficiale della linea FCE aiuta a leggere le fermate più utili per un itinerario enologico e paesaggistico: Paternò, Adrano, Bronte, Maletto e Randazzo sul versante occidentale e settentrionale, poi Passopisciaro, Solicchiata, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Giarre e Riposto sul versante nord-orientale. In mezzo c’è un Etna diverso da quello delle escursioni in jeep, più quotidiano e meno da cartolina, con paesi vivi, aziende agricole, stazioni minute e una sequenza di territori che spiegano perché il vino etneo abbia conquistato tanto spazio nel dibattito contemporaneo.

Prima di partire conviene consultare la pagina FCE dedicata a linee e orari, perché il servizio ferroviario e quello automobilistico possono integrarsi secondo periodi e tratte diverse, con aggiornamenti legati a lavori, esercizio e calendario. La stessa FCE indica che il servizio ferroviario extraurbano è sospeso nelle giornate domenicali e festive, dettaglio decisivo per chi costruisce un viaggio autonomo e pensa di muoversi con la felice incoscienza del turista che compra il biglietto dopo il secondo cannolo.

Il Treno dei Vini dell’Etna

La formula più comoda per chi vuole unire treno, cantine e borghi è il Treno dei Vini dell’Etna, organizzato dalla Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna. La partenza tecnica del tour è dalla stazione Circumetnea di Linguaglossa, raggiungibile in auto oppure da Giarre con treno regionale e transfer dedicato; il senso dell’itinerario, però, supera la singola fermata, perché l’esperienza mette insieme la littorina FCE, l’arrivo a Randazzo, la visita di un borgo storico e il passaggio in Wine Bus verso due cantine, con degustazioni di Etna DOC e prodotti locali.

Il programma ufficiale prevede incontro con la guida alle 9.15, partenza in treno alle 9.28, arrivo a Randazzo alle 10.05, visita del borgo, prima cantina alle 12, seconda cantina alle 14 e rientro alle 16. Il servizio è attivo il giovedì e il sabato, da marzo a novembre, con prenotazione almeno 48 ore prima. Il biglietto costa 175 euro per gli adulti, 95 euro per ragazzi da 11 a 17 anni, 65 euro per bambini da 4 a 10 anni e 135 euro per gruppi da almeno 10 persone; il transfer Giarre-Linguaglossa costa 50 euro andata e ritorno, importo complessivo divisibile fino a cinque persone e da pagare direttamente all’autista.

La mappa del tour vinicolo con il treno sull'Etna

Da Catania con l’Etna Wine Bus

Chi dorme a Catania e vuole una giornata più lineare può scegliere l’Etna Wine Bus, che rinuncia al fascino ferroviario in cambio di una logistica più semplice. Le partenze ufficiali sono previste da Piazza Scammacca alle 9, Piazza Stesicoro alle 9.10 e Stazione Centrale alle 9.20, con attraversamento della costa dei Ciclopi, passaggio da Aci Castello e Acitrezza, salita verso il versante sud-orientale dell’Etna e visita di due cantine. La giornata comprende guida a bordo, viaggio in bus andata e ritorno, due visite in cantina, due calici di Etna DOC per azienda e un piatto di prodotti tipici locali.

Il tour è attivo il mercoledì e la domenica, da aprile a dicembre, con prezzo di 150 euro a persona e acquisto almeno 48 ore prima. È la soluzione più adatta a chi vuole partire dal centro di Catania, bere con serenità, rientrare nel pomeriggio e lasciare a qualcun altro la parte più ingrata del viaggio, cioè mettere insieme orari, curve, contrade e parcheggi.

Etna Nord, trekking e cantina

La terza alternativa sposta il viaggio verso la quota. L’Etna Trekking & Wine Tour parte da Catania Centro o Taormina con pick-up e rientro inclusi, sale verso Piano Provenzana sul versante nord e abbina cammino, crateri laterali, colate laviche e cantina. Il programma dura circa sette ore, dalle 9 alle 16, e comprende guida escursionistica, van con conducente, casco, torcia, bastoncini, visita in cantina, tre calici di Etna DOC, prodotti tipici e un piatto di pasta siciliana.

La formula standard costa 220 euro, quella exclusive con mezzo e guida riservata 250 euro. È l’itinerario più adatto a chi vuole sentire la montagna prima del vino, con scarpe adeguate, acqua, abbigliamento da quota e una certa simpatia per la fatica, virtù che sul vulcano viene ripagata meglio di molte degustazioni troppo sedute.

Randazzo, Passopisciaro e Castiglione

Il cuore del viaggio enologico sta tra Randazzo, Passopisciaro, Solicchiata e Castiglione di Sicilia. Randazzo offre il centro storico più interessante lungo la linea, con pietra lavica, chiese, strade severe e una posizione che introduce bene al versante nord. Passopisciaro e Solicchiata portano invece dentro la parte più ricercata del vino etneo, quella delle contrade, delle vigne vecchie, delle differenze minime tra una parcella e l’altra, dei suoli lavici che hanno dato al Nerello Mascalese un destino internazionale. Castiglione di Sicilia aggiunge una dimensione urbana più scenografica, con il borgo in quota e l’accesso naturale alla valle dell’Alcantara.

Il riferimento storico resta la denominazione Etna DOC, istituita nel 1968, prima DOC siciliana e tra le prime in Italia secondo il Consorzio Etna DOC. I rossi e i rosati ruotano soprattutto attorno al Nerello Mascalese e al Nerello Cappuccio, i bianchi trovano nel Carricante il vitigno più identitario. Il viaggio in treno, da questo punto di vista, ha una forza semplice: mostra il vino prima della cantina, lo colloca tra quota, lava, paesi, mare e bosco, e restituisce al bicchiere la sua parte meno turistica, quella agricola.

Degustazione in cantina sull’Etna con calici, prodotti locali e vigneti sul vulcano

Quando andare e quale itinerario scegliere

La primavera e l’autunno sono i periodi migliori, con luce più gentile, temperature più comode e cantine più leggibili rispetto al pieno agosto. Da Catania, l’Etna Wine Bus resta la scelta più pratica per una giornata chiusa e comoda; da Taormina o Giardini Naxos conviene ragionare sull’aggancio Giarre-Riposto e poi scegliere tra transfer, Wine Train o soluzione autonoma; per chi vuole il viaggio più completo, la Circumetnea resta il modo più bello per attraversare il vulcano come territorio e arrivare al vino con gli occhi già allenati.

L’Etna chiede una piccola resa alla lentezza. Il treno, il bus, le cantine e i borghi funzionano davvero quando la giornata viene pensata come un itinerario e non come una somma di tappe da spuntare. Il vulcano, del resto, fa così da secoli: cambia quota, cambia colore, cambia agricoltura e lascia al viaggiatore il piacere raro di accorgersene prima ancora di sedersi davanti al calice.

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